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Domenico Veronesi, il mio ricordo di mister Osvaldo Bagnoli


A pochi giorni dalla scomparsa del mister che ha fatto credere tutta Verona nei miracoli, il nostro direttore sportivo Domenico Veronesi si lascia andare ai ricordi, condividendo aneddoti e incontri con il Mister che ha regalato alla nostra città uno storico scudetto.


Che ricordo ha di Osvaldo Bagnoli come persona e allenatore?


Ho un ricordo quasi indelebile perché, quando allenavo l’U.S. Pollo Miglioranza a Villafranca, il Verona veniva spesso a giocare il giovedì contro la mia squadra in amichevole, per poter usufruire del campo in buonissime condizioni e dell'ambiente positivo. Tante volte si fermavano anche a mangiare con noi agli impianti sportivi, per cui faceva un gran piacere poter condividere quei momenti con un allenatore del suo livello. É successo non una, ma più volte.

Un giorno mi ha lasciato anche un programma settimanale di allenamenti scritto di suo pugno. Purtroppo l'ho perso e non lo trovo più... l’ho cercato dappertutto, ma non sono più riuscito a trovarlo.

A quel tempo facevo parte dell’Associazione Allenatori e Osvaldo partecipava sempre alle riunioni, seguendo le lezioni come fosse un tecnico qualsiasi. Era molto umile e, come dicono tutti, una grande persona.


Ha qualche aneddoto da raccontarci?


Sì, uno importante. Dopo un’amichevole giocata a Villafranca, anche loro si sono fermati a mangiare nella casetta che era sotto la tribuna. Io alle 22 solitamente allenavo un ragazzo che lavorava fino a tardi e che altrimenti avrebbe saltato gli allenamenti. Osvaldo, in quell’occasione, me lo raccontò poi il mio Presidente di allora, aveva quindi radunato i suoi giocatori alla finestra per sottolineare come io fossi ancora in campo così tardi per allenare quel ragazzo che non poteva farlo prima. Questo momento lo porterò sempre con me.


Quanto è stato, secondo Lei, determinante come allenatore per la vittoria dello scudetto?


Osvaldo Bagnoli, che era sicuramente una persona modesta, diceva sempre che l'allenatore poteva influire in una squadra per il 30, massimo il 40% e che sono i giocatori a fare l'allenatore. Io penso invece che lui abbia superato quel limite e che sia stato merito suo per un buon 50-60%.


Ha seguito il Verona allo stadio quell’anno?


Solamente qualche partita purtroppo, perchè anche noi, come tutti una volta, giocavamo alla domenica pomeriggio. Ma quando c’era l’occasione si andava allo stadio.

Sicuramente, per noi allenatori, lui in quel periodo era uno stimolo in più, un esempio da seguire.


Ciao Osvaldo, grazie per averci fatto credere che tutto è possibile, restando persone semplici e umili.

 
 
 

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